Sinossi

 

Quindici storie che scorrono parallele, talvolta incrociandosi, dando vita a vicende e intrallazzi, scaramucce e incomprensioni. Un microcosmo di volti e personaggi costretti a condividere loro malgrado gli stessi spazi, a volte troppo piccoli perché possano sopportarsi. L’androne diventa a questo punto un luogo di veloce passaggio in cui alcuni di loro riescono a ritagliarsi degli anfratti per potersi nascondere all’occorrenza.

È il caso di Gastone Barba, ometto allegro e spensierato, che vuole condividere la sua vitalità con il mondo esterno ma non con i suoi stessi condomini. Ciò non vale per l’inquilino del piano terra, il rauco e maleodorante Nino Sberla, il quale arrivando malconcio all’ingresso del suo alloggio viene schivato a più non posso da chiunque gli passi accanto. Anche da Carmen, un tempo grande e potente ugola d’Opera, che trovandoselo riverso a terra lo oltrepasserebbe sdegnosa con il suo incedere lento e appesantito.

Da un punto di vista “privilegiato” il nostro narratore minuziosamente scandaglia e indaga, rimanendo invisibile – o supponendo di esserlo… – ai loro occhi. Con un complice: una serratura perennemente rotta.